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Scheda Punto d'interesse

Pietre del Drago - MATELICA (MC)
"Le Pietre del Drago" si sviluppa su un'area in cui sono stati posizionati diversi dinosauri a grandezza naturale, ambientati nel loro habitat, ed è situato all'interno di una struttura più ampia,che comprende:
PARCO PALEONTOLOGICO: che illustra, mediante reperti fossili di notevole importanza, l'evoluzione della vita sulla terra.
AREA PIC-NIC di 5000 mq. a disposizione dei clienti del parco, Bar, Shop che offre reperti fossili, minerali ed oggettistica da regalo.
Il sito: http://www.lepietredeldrago.it/
ORARI INGRESSO
1° marzo - 31 ottobre: dalle ore 9.00 fino al tramonto
Dal 1° novembre - 28 febbraio : solo dietro prenotazione
COSTO DEL BIGLIETTO
Adulti e ragazzi € 5,00
Bambini fino a 3 anni Gratis
Il biglietto comprende la visita al parco dinosauri e uso dell'area pic-nic.
È disponibile a richiesta visita guidata al museo € 1,00
Ingresso gratuito per i docenti
PRENOTAZIONI ED INFORMAZIONI: Tel. 0732 958139 - 335 6227046
Il parco è situato a 15 km dalle Grotte di Frasassi, in direzione Matelica
SERVIZI AGGIUNTIVI
Esclusivamente per Gruppi e Gite Organizzate, possiamo effettuare direttamente la prenotazione anche per la visita alle Grotte di Frasassi.
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In questa singolare vallata, compresa tra il Monte San Vicino ad est, la catena dei Monti Sibillini a sud, caratterizzata dalle bizzarrie del fiume Esino, si estende la zona di produzione del Verdicchio DOC di Matelica. L’ottima esposizione dei vigneti, la costante ventilazione, la luminosità ed il calore contribuiscono a costruire un ambiente ottimale per il ciclo vegetativo della vite. La sapiente opera dei produttori, mirata all’esaltazione della “tipicità”, unitamente all’uso delle più moderne tecnologie di vinificazione, hanno portato il Verdicchio di Matelica ai livelli più alti dell’enologia nazionale. Il Verdicchio di Matelica all’olfatto è fragrante, fruttato e floreale; vi si riconoscono sentori di mela e di fiori come il biancospino e la ginestra. Al gusto è fresco, sapido, caldo, morbido e decisamente di corpo, con un retrogusto di persistente di mandorla amara. Vino di grande personalità, si presta alle necessità di tutto il pasto; ottimo nella versione spumante come aperitivo; nella gastronomia è particolarmente indicato negli abbinamenti con gli antipasti magri, o di pesce, pastasciutte e risotti, secondi piatti a base di pesce. Nella versione passito ottimi gli accostamenti a formaggi pecorini stagionati e dolci a pasta non lievitata.
E' stato riconosciuto vino a D.O.C. il 21 Luglio 1967. Si produce in una zona a ridosso dell'Appennino umbro-marchigiano a cavallo tra le Province di Ancona e Macerata, con epicentro nella Città di Matelica (MC). Il comprensorio di produzione è situato nel cuore dell'Alta Valle Esina, insistendo in parte dei Comuni di Camerino, Castelraimondo, Cerreto d'Esi, Esanatoglia, Fabriano, Gagliole e Matelica. La disposizione (particolarissima ed unica nelle Marche) Nord-Sud di questa valle, la sinclinale camerte, impedisce l'arrivo degli influssi mitiganti marini generando un microclima mediterraneo-continentale caratterizzato da maggiori escursioni termiche dalla notte al giorno e dall'Estate all'Inverno. L'effetto di questo clima dà origine ad un'uva ricca di estratti, aromi primarî, zuccheri e polifenoli, che si traduce poi in un vino dotato di un elevato corpo che conferisce una particolare attitudine all'invecchiamento. L'areale di coltivazione conta una superficie vitata di circa 270 ettari distribuita in collina ad altitudini comprese fra 400 e 650 m s.l.m, che produce mediamente 3.200 tonnellate di uva corrispondente all'incirca a 25.000 ettolitri di vino. Il Consorzio Tutela Verdicchio di Matelica riunisce solo dieci Cantine imbottigliatrici.
La viticoltura è antichissima in questa regione: testimonianze paleobotaniche (semi di vite rinvenuti nella tomba di villa Clara nel 1998) risalenti al periodo piceno indicano uno sviluppo fiorente della viticoltura sicuramente a partire dal VIII secolo a.C..

Un dolce tipico di Matelica è “la crescia fojata”, uno strudel ricco di noci, uva secca, fichi secchi e mele; “la frustenga”, tra i cui ingredienti annovera la dolcissima “sapa”, mosto d’uva condensato ed infine la bianca, friabile e leggerissima “ciambella di Pasqua”.
informazioni tratte da: http://www.borghitalia.it/html/borgo_it.php?codice_borgo=504&codice=elenco&page=1
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