Scheda Punto d'interesse

Le Cesane

Le Cesane - Un'oasi verde
Storia del paesaggio

Tra i Comuni di Isola del Piano, Fossombrone e Urbino, i Monti della Cesana costituiscono un'estesa area verde interessante sotto il profilo paesaggistico e turistico.
Il paesaggio dell’area delle Cesane che perviene all’orizzonte storico della civiltà occidentale è quello di una foresta vergine. Fino ad allora gli uomini erano stati pochi o comunque vivevano sparsi e non avevano alterato sostanzialmente il territorio; ma con la colonizzazione romana e le prime forme di organizzazione sociale, inizia lo sfruttamento su larga scala della foresta e l’aspetto del paesaggio comincia a cambiare. Nella nostra zona la piana e le colline vengono in parte dissodate. Le Cesane divengono una miniera di legname. Il nome stesso di questa dorsale è molto antico e deriva dal latino "caedere", tagliare e significa probabilmente "luogo in cui si taglia", o forse direttamente "la tagliata". Scompare già alloro buona parte della grande fauna forestale, l’estensione della superficie forestale si riduce sensibilmente.
All’inizio di questo secolo le montagne sono coltivate fino a quote oggi impensabili, realmente ai limiti, e spesso oltre il possibile. Le Cesane sono intensamente utilizzate: il paesaggio è ora interamente agrario.
Ed allora viene intrapresa un’opera di rimboschimento imponente, specie per l’estensione delle aree trattate. Sono terreni fortemente impoveriti e per la piantumazione vengono utilizzati frugalissimi pini neri austriaci, di sicuro attecchimento. Il rimboschimento ha inizio durante la guerra del ‘15 -‘18 e come mano d’opera vengono utilizzati prigionieri di guerra austriaci; in seguito i lavori vengono svolti da enti governativi come, da ultimo, I’ Azienda Statale per le Foreste Demaniali. Il paesaggio cambia ancora, e seppur diverso da quello orignario e chiaramente artificiale, torna ad essere il bosco l’elemento paesaggistico dominante
Il numero dì specie arboree utilizzato per il rimboschimento di quest’area è notoriamente sorprendente, tanto che le Cesane costituiscono un vero e proprio campionario di conifere mondiali, più o meno ornamentali. E così, accanto ai Pini neri d’Austria, che costituiscono la specie più rappresentata, si possono trovare qua e là Pini marittimi (litorale tirrenico), Pini d’Aleppo (Asia Minore, Europa sud-orientale), Cipressi dell’Anizona (Stati Uniti), Cedri dell’Atlante (montagne del nord Africa), Cedri deodara (Himalaya), Cipressi comuni (Mediterraneo), Abeti bianchi (Appennini, Alpi), Abeti rossi (Alpi, Scandinavia, Siberia), Cipressi di Lawson (nord America occidentale) e si potrebbe continuare. Accanto a queste più o meno esotiche conifere si trovano quelle locali, Ginepro comune (bacche blu) e Ginepro ossicedro (bacche rosse). Comunque, con il suolo finalmente protetto, ricomincia a formarsi terreno. In mezzo ai rimboschimenti sui suoli nascenti, anche se diversi da quelli d’origine e ancora embrionali, cominciano ad insediarsi di nuovo le piante autoctone. Sono piantine di Leccio, di Roverella, di Orniello che un giorno, crescendo, finiranno con il soppiantare i rimboschimenti stessi, e quindi con il ridare alla foresta un aspetto più simile a quello originario.

 

Particolarità forestali

In alcune piccole aree delle Cesane, sul versante rivolto al mare, insistono delle preziosissime, pur se modeste, stazioni di Faggio e Carpino Bianco. Questi alberi, tipici di climi freschi e umidi e quindi montani, costituiscono una nota d’eccezione nel panorama delle Cesane posizionati come sono ad una quota tanto bassa e così lontani dai monti, vero "bosco alpino" in riva al mare.
Inoltre le Cesane non mancano di particolarità di rilievo anche sotto il profilo più squisitamente floristico, con presenza di alcune essenze vegetali rare e localizzate che vegetano in alcuni settori della dorsale. La Regione Marche ha infatti istituito ben tre aree floristiche protette (segnalate sulla carta la cui presenza valorizza l’area delle Cesane) di cui una nel territorio di Isola del Piano in località Montebello.
Una coloratissima nota è data dagli innumerevoli cespugli di Scotano, che talvolta formano estese macchie di arbusti prostrati; questa pianta, è tipica delle zone a clima steppico e quindi riesce a colonizzare gli angoli più inospitali della Cesana contribuendo non poco alla formazione di suolo e tingendo in autunno, con fantastiche macchie rosse e gialle, le pietraie e le più scabre placche rocciose.

 

Fauna 

La fauna presente è solo una piccola parte di quella che viveva anticamente alle Cesane, però anche rispetto a quella che ora vive nelle zone più interne del territorio provinciale non mancano presenze anche assai rilevanti, specie tra l’avifauna. lì "valore" faunistico, e più in generale l’interesse di quest’area, è inoltre accresciuto, se non determinato, per la loro stessa posizione geografica; è interessante infatti I’ esistenza di territorio allo stato "naturale", disabitato e forestato, a due passi dalle città rivierasche, territorio in cui sopravvivono anche grossi animali come il cinghiale e il daino. Per quanto riguarda quest’ultimo, esiste alle Cesane presso la località Campo d’Asini un’area faunistica in cui vivono in cattività diversi di questi animali. Da segnalare l’interessante presenza del capriolo, la quale non è tra l’altro dovuta ad immissioni o reintroduzioni, ma probabilmente ad un irraggiamento spontaneo delle popolazioni appenniniche, che negli ultimi anni hanno conosciuto un certo incremento Tra l’avifauna, si può citare la presenza dell’Aquila reale che nidifica stabilmente presso l’adiacente massiccio del Furlo e spesso utilizza le Cesane come territorio di caccia, specie laddove il terreno si presenta spoglio o con pochi ostacoli. E’ segnalata inoltre la presenza di vari falconiformi tra cui il raro Biancone. Per il resto è un pullulare di piccoli passeriformi tipici degli ambienti di bosco: Cince, Averle, Verzellini, Tordi, Picchi, Lui, Scriccioli Pettirossi e tanti altri, compreso il Crociere, tipico dei boschi settentrionali di conifere. Tra i piccoli mammiferi sono presenti Lepre, Donnola, Faina e una nutrita popolazione di Ghiri, Moscardini e Scoiattoli, che trovano nei semi dei grandi alberi (pini in particolare) una buona fonte di nutrimento. Ovviamente non mancano la Volpe ed il Tasso che traggono nutrimento dalla popolazioni di micro mammiferi (topi e arvicole) e dai tanti frutti selvatici che il bosco e le radure offrono. Tra i rettili oltre ai Biacchi e alle immancabili Bisce dal collare, è presente anche il raro Saettone, notevole per le sue dimensioni.
Fra i sentieri riportati sulla cartina edita dalla Comunità Montana del Metauro ne è stato scelto ed evidenziato uno con particolari caratteristiche di variabilità ambientale, unite ad una certa facilità di percorrenza.Questo percorso, denominato Sentiero Natura, è stato attrezzato con una segnaletica completamente diversa rispetto a quella degli altri sentieri, data la diversa funzione (divulgativa e non escursionistica) attribuita a questo itinerario.  I segnali utilizzati sono numerati e si trovano in corrispondenza di particolari emergenze ambientali, sia di origine naturale che antropica. Ad ogni numero leggibile sulle tabelle poste lungo il percorso corrispondono, in questa pagina, informazioni relative al soggetto che si sta osservando, sia esso una pianta, un paesaggio o un segno di presenza animale.

 

informazioni tratte da: http://www.comune.isola-del-piano.ps.it/id/3342/15460.aspx

 

Autore: edoardo

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