Scheda comune

Monterado

La storia di Monterado

Nel 1962 in seguito agli scavi effettuati nella zona di Ripabianca è stato rinvenuto un giacimento archeologico del neolitico medio: una capanna dal diametro di 10 metri, tre sepolture con scheletro, diversi vasi, ceramiche, lame, bulini, oggetti in osso, ecc. che ora si trovano nel Museo Nazionale di Ancona. Dopo le tracce degli agricoltori del neolitico, sono state ritrovate quelle dei Piceni risalenti all’età del ferro.

Dal v secolo in poi s’insediarono nella zona i Galli e quindi i Romani sotto l’Imperatore Augusto (anche di questo periodo numerosi i reperti ritrovati). Giunsero poi i Barbari che distrussero diverse città limitrofe, e poi i Longobardi che formarono il Ducato di Senigallia al quale succedette il comitato dei Franchi.

Diversi documenti testimoniano il passaggio nella vallata del Cesano, prima del mille, anche di popoli come i Bulgari e gli Sclavini.

Monterado come centro abitato sorge nel 1267 sotto l’influenza religiosa ed economica del Monastero di Fonte Avellana.

Pochi paesi hanno una data di nascita così precisa come Monterado e la storia di questo paese è interessante per gli avvenimenti che lo hanno coinvolto

Il 13 luglio 1267, infatti, S. Albertino degli Ubaldini, priore di Fonte Avellana, concede agli abitanti del castello della Fràctula (oggi Francavilla di Castel Colonna) il permesso di fondare un nuovo castello sulla collina già chiamata «Monterado».

 

Nel 1285 inizia la signoria dei Malatesta di Rimini che, con alterne vicende e con varie interruzioni, durerà fino al 1462 ed il primo dei Malatesta a possedere Monterado è il famoso “da Verucchio”, detto il “Mastin Vecchio”.

Nel 1355 Monterado viene conquistata dal Cardinale Albornoz e nel 1379 si instaura la Signoria di Galeotto Malatesta. Sarà però Pandolfo III Malatesta che farà costruire le «Mura Malatestiane», di cui resta ancora un bastione davanti al Monumento ai Caduti.

Dal 1430 inizia la Signoria di Carlo Malatesta e Vittoria Colonna e quando, nel 1441, Francesco Sforza conquista Monterado la assegna a Sigismondo Malatesta che, sconfitto presso il fiume Cesano da Federico da Montefeltro nel 1462, pone termine alla Signoria malatestiana nelle Marche.

Nel 1474 il Papa Sisto IV concede al nipote Giovanni della Rovere la Signoria di Senigallia e del Vicariato di Mondavio ,in cui è compreso il castello di Monterado ed inizia così la Signoria roveresca che durerà fino al 1631. L’anno successivo viene istituito il “Commissariato Ducale di Tomba”, che durerà fino al 1808, comprendente i tre castelli di Tomba (Castel Colonna), Ripe e Monterado.

 

Una breve signoria di Cesare Borgia, il “Valentino”, nel 1502, è seguita da quella di Francesco Maria I della Rovere che, nel 1508 diventa “Duca di Urbino” per cui Monterado viene inserita nel Ducato di Urbino, sotto la cui giurisdizione resterà fino al 1860.

Lorenzo de' Medici conquista Monterado nel 1516, ma l'anno dopo tornerà a Francesco Maria I Della Rovere che, nel 1530, concede la signoria di Monterado ai Conti Landriani invece Guidubaldo Il Della Rovere, nel 1538, assegna Monterado e Mondolfo alla madre, Eleonora Gonzaga ma dal 1574riprende la Signoria di Francesco Maria II della Rovere.

Nel 1578 Papa Gregorio XIII assegna i beni di Fonte Avellana ai Gesuiti del Collegio Germanico di Roma e Monterado viene scelta come centro principale per il controllo e l'amministrazione dei beni situati nella Valle del Cesano.

Nel 1591 Monterado conta ben 361 abitanti ma con la morte di Francesco Maria II della Rovere nel 1631 termina la signoria roveresca: il Ducato di Urbino cessa di esistere passando allo Stato Pontificio e diventa “Legazione di Urbino”, in cui resta inserita Monterado.

Nel 1686 i Gesuiti fanno costruire il “Palazzo di Piaggiolino”, che oggi appartiene ai Principi Barberini di Roma, e, nel 1742, il grandioso “Palazzo di Monterado”, oggi “Castello Cinciari”. Purtroppo, per costruirlo, viene completamente abbattuto l'antico centro storico di origine malatestiana. Nel castello i Gesuiti istituiscono, nel 1775, una fiorente manifattura di tessuti in panno e cotone, smerciati in gran parte durante la famosa «Fiera di Senigallia».

Con l’inizio dell'Era Napoleonica, nel 1798, Monterado entra a far parte del “Dipartimento del Metauro” e nel 1808 Napoleone ordina la soppressione dell'antico “Commissariato di Tomba”.

Con il Congresso di Vienna del 1815 Monterado torna nello Stato Pontificio, nella “Provincia di Urbino e Pesaro” e nel 1829 Monterado raggiunge i 966 abitanti.

Nel 1859 il Palazzo di Monterado, con le sue tenute, viene venduto al banchiere del Vaticano, Antonio Cerasi, nominato Conte di Monterado, benefattore del paese, mentre il Palazzo di Piaggiolino, con le tenute alla sinistra del Cesano, viene venduto ai Principi Barberini, ai quali tuttora appartiene.

Nel 1860, realizzata l'Unità d'Italia, con regio decreto del Commissario straordinario delle Marche, Lorenzo Valerio, Monterado, insieme a Castel Colonna, Ripe e Senigallia, passa a far parte della provincia di Ancona.

Dieci anni dopo, il Conte Cerasi fa piantare il famoso “Bosco di Monterado” e viene terminata la costruzione della chiesa di Monterado che era iniziata alcuni anni prima.


informazioni tratte da: http://www.castellodimonterado.it/internacastello.asp?pag=monterado&swf=borgo

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