Scheda comune

Ascoli Piceno

Ascoli Piceno (Asculum in latino ed Ascule in dialetto ascolano) è una città delle Marche con 51.264 abitanti[1], quarta nella regione per popolazione dopo Ancona, Pesaro e Fano; capoluogo dell'omonima provincia e sede vescovile.

La città si trova nella parte meridionale delle Marche e dista 28 km dal mare Adriatico. Il suo centro urbano sorge ad un'altitudine di 154 m s.l.m., nella zona di confluenza tra il fiume Tronto ed il torrente Castellano, circondato per tre lati da colline, tra cui vi sono la montagna dell'Ascensione, il colle San Marco e la montagna dei Fiori. Il suo territorio è contornato da due aree naturali protette: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord-ovest.
Ascoli Piceno ha un'exclave (Piana della Forcella) compresa tra il comune di Acquasanta Terme, quello di Roccafluvione e un'exclave di quest'ultimo (Forcella).

Il clima della città di Ascoli è di tipo subappenninico, trovandosi a ridosso di importanti catene montuose. Gli inverni sono umidi e freschi, e quando le correnti balcaniche giungono fin sul medio Adriatico, in città si assiste a precipitazioni nevose ed un forte abbassamento della temperatura. Sono frequenti gelate notturne e anche il fenomeno della nebbia non è raro, soprattutto lungo la Vallata del Tronto. Le estati risultano calde e con precipitazioni poco frequenti per lo più dovute ad improvvisi e a volte violenti temporali pomeridiani. Nella conca ascolana nei giorni più caldi si possono raggiungere temperature di 37°- 38°. La temperatura media del mese di gennaio si attesta sui 5°- 6° mentre quella di luglio sui 24°- 25°.

 

STORIA
Le origini della città sono avvolte nel mistero ma è abbastanza sicuro che la zona fosse popolata già nell'epoca neolitica da popolazioni italiche. Secondo una tradizione italica citata nella letteratura antica (Strabone, Plinio, Festo) la città venne fondata da un gruppo di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro a Marte durante una delle loro migrazioni detta ver sacrum. I Sabini si sarebbero fusi con altre popolazioni autoctone dando origine ai Piceni, di cui Ascoli divenne il centro principale anche grazie alla sua posizione sulla via Salaria, che collegava il Lazio con le saline della costa adriatica.
Nel 299 a.C. si alleò con i Romani contro gli Etruschi, Galli e Sanniti e nel 269 a.C. divenne Civitas Foederata a Roma.
Nel 91 a.C. si ribellò a Roma insieme ad altre genti italiche (i Marsi in particolare ed altre popolazioni del sud Italia) e dette vita alla Guerra Sociale. Nell'89 a.C., dopo un lungo assedio, il generale romano Gneo Pompeo Strabone conquistò la città, trucidando i capi della rivolta e mandando in esilio parte dei suoi abitanti. Nell'88 a.C. Ascoli fu iscritta alla Tribù Fabia, e solo nell'80 a.C. venne finalmente riconosciuta la cittadinanza romana a tutte le popolazioni italiche. Giulio Cesare nel 49 a.C. la designò capitale della regione dandole l'appellativo di Picenum. Ai tempi di Augusto, divenne la capitale della quinta regione italica, più tardi nel III secolo d.C. fu eretta a provincia autonoma con il nome di Picenum Suburcarium. Successivamente segue il destino, come altre città, con la caduta dell'impero romano.
Nell'alto medioevo subì la decadenza economica e le razzie dei barbari, tra cui quella dei Goti di Totila e dei Longobardi di Faroaldo (578).
Per due secoli fu sotto il dominio longobardo del Ducato di Spoleto, (593-789), finché non passò sotto il controllo dei Franchi scesi in Italia al seguito di Carlo Magno. In questi secoli si accentuò il potere dei vescovi (i cosiddetti vescovi-conti), tra cui Corrado II che con apposito diploma concede al feudatario vescovo Bernardo I nel 1037, il diritto di Zecca.
Nel periodo la città viene trascinata in più occasioni nella più vasta lotta per il predominio in Europa tra guelfi e ghibellini.
Nel 1183 si costituisce in Libero comune, conoscendo però il saccheggio e la distruzione ad opera delle armate imperiali di Federico II. Le libertà municipali sono minate dalle lotte di fazione tra le famiglie più in vista, tra cui il Signore Andrea D'Acquaviva e più tardi Ladislao I - re di Napoli, Conte Carrara, che finiscono per aprire la strada a personaggi ambiziosi come Galeotto Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato da una rivolta e in seguito a Francesco Sforza che instaura una crudele dittatura (XV secolo) che viene abbattuta nel 1482, anche se Ascoli è costretta a riconoscere la sovranità della Chiesa.
Non cessano i disordini interni tra opposte fazioni che conduce a decadi di ribellioni, massacri, razzie, alla crescita del banditismo e alla decadenza delle virtù civili.
Venne annessa alla prima Repubblica Romana e nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia di cui seguirà d'ora in avanti tutte le vicende. Degne di nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre 1943 contro l'occupazione tedesca, che sono valse alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare per attività partigiana (2001).
Una parte del territorio della provincia ascolana è stato per oltre un secolo rivendicato dalla vicina e rivale Fermo, la quale ha perso il capoluogo a seguito dell'Unità d'Italia. Nel 2004, però, la provincia di Fermo è stata di nuovo deliberata, ed istituita nel 2009.

 

SIMBOLI DI ASCOLI PICENO
Stemma ascolano del 1382, il più antico di data certa
Il simbolo che compare sullo stemma comunale della città di Ascoli si compone di porta a due fornici sovrastata dalla galleria merlata tra due torri.
Gli autori locali si sono diversamente espressi sul significato della rappresentazione contenuta nel campo dello scudo. Alcuni hanno considerato l'accostamento di questi elementi architettonici riferibile ad una delle porte cittadine che si apriva nelle mura di cinta urbane medievali, altri hanno scritto che la composizione raffigurerebbe l'antico cassero che sorgeva dove oggi sono presenti i resti della Fortezza Pia, altri ancora hanno sostenuto che la struttura costituirebbe la sintesi della simbologia delle costruzioni più caratteristiche della città, quindi ponti, torri gentilizie e campanili.

 

TOPONIMO
Nel corso del tempo la città fu identificata con il nome greco-romano di Asculon ed Asclos, Strabone la chiamò Asclon; la Tavola Peutingeriana la citò come Asclo Piceno; Paolo Diacono solo Asculus [2]. Ad Ascoli il termine Picenum fu accostato già da Giulio Cesare che la chiamò Asculum Picenum[3] sia per distinguerla dalla città dell'Apulia, Asculum Apulum ora Ascoli Satriano, e sia per riconoscere la sua posizione di appartenenza alla regione del Picenum Suburbicarius.
Durante il periodo delle invasioni gote e longobarde vi fu un imbarbarimento della lingua ed Asculum divenne solo Esculum senza l'aggiunta di Picenum. Intorno all'anno 1000 la denominazione della città sui documenti e sugli statuti dell'epoca fu Esculo che in seguito si trasformò in Asculo ed intorno al 1700 divenne Ascoli.

 

ASCOLI
Le radici del nome Ascoli non sono prive di dubbi legati alla sua etimologia, Giuseppe Marinelli scrive che la nascita dell'insediamento risalirebbe a 1600 anni prima della fondazione di Roma, quando nel territorio vi fu la presenza di genti, non originarie del luogo, che vissero nell'area cittadina dedicandosi alla caccia ed alla pastorizia delle quali non sono sopravvissuti segni che consentano di profilare la loro cultura di appartenenza. Partendo da queste considerazioni è alquanto arduo ed incerto delineare congetture che risolvano con certezza una fondata etimologia della denominazione.
Umberto Laffi definisce il toponimo di origine illirica ed ipotizza che la denominazione dell'insediamento umano dell'età Neo-eneolitica assunse in latino la forma di Asclum o Asculum.
Gaetano De Minicis e Giuseppe Colucci riportano l'ipotesi del canonico Alessio Simmaco Mazzocchi [4] che attribuisce la derivazione del nome della città alla parola ebraica Escol (escol bortus), traducibile come grappolo d'uva. Da questa interpretazione si dedurrebbe che l'area fu ricca e lodata per la presenza di piante di vite.
Il Colucci, sull'origine del toponimo, aggiunge un'altra possibile interpretazione e sostiene che il popolo degli Opici, noti anche come Ausoni, arrivò nella valle del Tronto e fondò la città dandole il nome di Aescolo da Esculus o Aesculus, ossia l'eschio, una varietà dell'ippocastano, aesculus hippocastanum, pianta largamente presente nel territorio.
Giuseppe Marinelli riferisce che l'etimologia potrebbe essere ricondotta ad "AS", radice egeo-anatolica che esprime i concetti di “luogo di dimora" ed "insediamento urbano”.
Dalle fonti classiche, ed in particolare da una leggenda anteriore all'anno 1000 a.C., si apprende la storia del re Aesis, riportata da Silio Italico, poeta latino, il quale attribuisce il termine Ascoli alla derivazione dalla radice "as" dal nome del re, detto anche Esio re dei Pelasgi. Secondo questa tradizione Aesis fu colui che condusse la popolazione pre-ellenica nella risalita della costa adriatica approdando alla foce del fiume Tronto. I Pelasgi, dopo aver percorso la valle verso l'entroterra, si stanziarono sul colle Pelasgico o monte Pelasgo, l'attuale colle dell'Annunziata, dove eressero un recinto sacro e si fusero con gli abitanti del territorio dando inizio ad un primo insediamento urbano.
La leggenda e le affermazioni di Silio Italico non trovano, al momento, conforto nei riscontri archeologici del territorio. La teoria etimologica trova ed assume rilevanza in quanto aiuta a spiegare anche altri toponimi legati al Picenum come Aso e Jesi, anch'essi riconducibili dalla radice "as", tipica e diffusa nel linguaggio egeo-anatolico.
Esiste anche un'altra leggenda che confermerebbe l'origine e la provenienza greca del popolo dei Piceni. Questa narra dell'acheo Diomede, federato della guerra contro Troia, qui giunto posteriormente all'invasione dorica, che, dopo essere approdato sulle coste della Puglia, si stabilì lungo le coste adriatiche.

 

PICENO
L'origine del nome Piceno è attribuito dalla tradizione italica ricordata da Strabone, Plinio [5], Festo [6] e Paolo Diacono, nella sua Historia Langobardorum [7], all'appellativo Picenum, termine che trova la sua derivazione da picus. La narrazione racconta della migrazione di gruppi di Sabini avvenute durante le celebrazioni primaverili del ver sacrum. Questo popolo, tra l'VIII ed il VI secolo a.C., si spostò dalle regioni di provenienza osco-umbre, verso altri territori per cercare pascoli estivi e, in questo viaggio, sarebbe stato condotto da un picchio verde o da re Pico, un sovrano del Lazio[8].
Sino all'avvento del Regno d'Italia, il Comune era indicato con il solo nome "Ascoli". L'aggiunta della specificazione "Piceno" è avvenuta ufficialmente per effetto del Regio Decreto 9 novembre 1862 n. 978[9][10] che ha autorizzato il Comune di Ascoli ad assumere la denominazione "Ascoli-Piceno", in conformità alla deliberazione del consiglio comunale del 28 luglio 1862.

 

informazioni tratte da: wikipedia 

STRUTTURE RICETTIVE CONSIGLIATE

“Il B&B Piazza del Popolo, nel centro storico di Ascoli Piceno a pochi passi dall'omonima piazza e dallo storico Caffè Meletti, è un alloggio di charme recentemente ristrutturato in dimora storica del XIII secolo, vincolata dalla Soprintendenza. Per la posizione strategica in cui si trova, il...
La Culla dei Sabini b&b . Appartamento dall'archittettura originale situato nel centro storico ascolano, ideale per una vacanza nella città delle olive. La Culla dei Sabini b&b ...
b&b Antico Borgo Piceno bed and breakfast l Bed and Breakfast “Antico Borgo Piceno” offre ai suoi visitatori tutto il necessario per trascorrere un soggiorno indimenticabile. La struttura dispone di camere accoglienti con bagno, ed un ampio terrazzo per le colazioni. Ultimamente il b&b Anti...
Ascoli Piceno è la città delle 100 torri, piena di storia, arte e cultura. Come si può resistere alla tentazione di non poter ammirare i suoi paesaggi e deliziare della sua cultura enogastronomica; le famose olive all'Ascolana; il Rosso Piceno. Qui si trova il bed and breakfast "AussieHome" den...
Il Country House San Giorgio, accogliente struttura del '600 immersa nel verde appena fuori dal centro ascolano. Ristorante tra i migliori della zona. ...
B&B nel cuore di Ascoli Piceno...
Stipa Heidi B&B ascoli piceno...
Il Gioli Hotel è situato in un edificio storico nel centro di Ascoli Piceno, a 30 metri dalla Cattedrale di S. Emidio e presenta camere dotate di aria condizionata e la connessione internet Wi-Fi grautita nella hall. hotel GIOLI ...
hotel MARCHENessuna
hotel MARCHE...
PENNILENessuna
...
...
PAVONINessuna
...
SELENENessuna
...
...
...
...
Conca d'OroNessuna
...
Le RadiciNessuna
...
Villa CicchiNessuna
...
Egidi AndreaNessuna
...
...
...
...
...
...
...
Esposto LucaNessuna
...
...
...
...
...
Biondi AdeleNessuna
...
Defend MarioNessuna
...
...
...
...
...
...
...
Fortuni IrisNessuna
...
...
Stipa LiviaNessuna
...

prodotti di questo comune

La ricetta di Vincenzo Spinosi che ha reso famosi gli Spinosini nel mondo.

 

...L'artigianato della pasta fatta in casa dal 1933...

 

http://www.spinosi.it/

 

Spinosi

via XXV aprile - Campofilone (FM)

0734/931663

info@spinosi.com

 

 

 

Prezzo €:

Il vitigno: Il Rosso Piceno viene prodotto con percentuali di Sangiovese dal 30-50% e con uvaggio Montepulciano intorno al 35-70%. Possono concorrere altri vitigni a bacca rossa ammessi a coltivazione nelle Marche, in misura non superiore al 15%. Nella tipologia Rosso Piceno Sangiovese il vitigno in questione deve essere almeno l’85%.

Prezzo €:da 7

Il Falerio è un Vino DOC del territorio ascolano

Prezzo €:da 6

Nelle Marche non è Natale senza fristingo  
Il dolce natalizio più diffuso è senz’altro questo vero e proprio trionfo di golosità a base di frutta secca, mosto e tanti altri ingredienti 

Fristingo, frustingo, frostengo, pistingo. E’ difficile trovare nel panorama gastronomico una ricetta che abbia un numero così elevato di nomi. Declinazioni diverse per indicare un dolce diffuso in gran parte delle Marche con origine certamente comune. Si tratta infatti di un dolce a base di frutta secca il cui nome deriva da “frusto”, ossia povero., anche se siamo di fronte a una straordinaria e azzeccatissima miscela di ingredienti. Dolce invernale legato alle feste natalizie (è raro trovare una famiglia soprattutto dove forte è il legame con la tradizione rurale, che non festeggia il Natale con il fristingo), unisce a farina integrale un repertorio di ingredienti che varia in ogni ricetta, dove non mancano noci, mandorle, fichi secchi, talvolta farina di mais, pane raffermo, cedro candito, succo d'arancia, scorza di limone, uva sultanina, olio d'oliva, cannella, rhum, cacao, caffè, vino bianco secco e mosto cotto. Molto simile è il bostrengo pesarese che arricchisce gli ingredienti anche il riso, mele e pere fresche.

 

Secondo Leonardo Bruni, autore del volume “Marche. Ricette raccontate”, un compendio della tradizione gastronomica marchigiana che cita con dovizia di particolari anche ricette meno note, le origini del frustingo risalirebbero addirittura al sec. XIII e nella nostra regione esisterebbero addirittura 22 modi diversi di preparare questo straordinario dolce che è sì un raro concentrato di calorie, ma anche una delizia per il palato. Inoltre è da sottolineare l’evoluzione verso la nobiltà gastronomica dal momento che da sorta di piatto di recupero realizzato utilizzando frutta secca, un tempo poco costosa perché abbondante in campagna, e altri ingredienti che avanzavano (farina, pane raffermo), il fristingo è oggi uno dei dolci più costosi proprio per l’elevato costo dei singoli ingredienti. Il fatto che lo zucchero nelle ricette originarie fosse presente in quantità minime (proprio perché eccessivamente costoso), conferma l’origine povera del fristingo.


Sempre Bruni cita cinque ricette esemplari del fristingo, una per ogni area delle Marche, mettendo in risalto similitudini e differenze. Nel Maceratese tutti gli ingredienti venivano mescolati in un caldaio e posti sul fuoco del camino finchè gli ingredienti non si riducevano a una pappa che veniva poi versata in una teglia unta con lo strutto e cosparsa di pangrattato, messa poi in forno per un’ora a 180°. Nel Fermano i fichi secchi venivano messi in acqua tiepida la sera precedente e il giorno successivo fatti sobbollire a fuoco basso per far ritirare tutta l’acqua in eccesso. I tempi di cottura in questo caso una volta mescolati gli ingredienti si riducono a 30 minuti. Nell’Ascolano i fichi venivano ammollati in acqua e vino, mentre l’uva sultanina nel mistrà, mentre la variante dell’antica ricetta prevede l’uso di fette di pane raffermo che venivano adagiata come base per ospitare l’impasto, cotto in forno a 180° per un’ora circa. La versione anconetana, oltre all’ammollo di fichi secchi e una passa, prevede la preparazione di una sorta di polenta con la farina alla quale mescolare successivamente tutti gli ingredienti previsti. Cottura a 180° per un’ora. La ricetta tradizionale delle Valli dell’Esino e del Misa prevede come variante la presenza di mele fresche che vengono affettate sottilmente e messe in ammollo con fichi secchi e uva sultanina.
 

informazioni tratte da: http://www.corriereproposte.it/index.php/article/articleview/6510/1/13/

Prezzo €:

Sulle colline di Offida, fra la città di Ascoli Piceno ed il mare adriatico, dove i vigneti crescono abbondanti e rigogliosi, è situata la Cantina TERREPICENE che tramanda l’antica tradizione del buon vino, offrendo ancora oggi una produzione enologica semplice e genuina.

Prezzo €:

Punti di interesse consigliati

Nessun punto di interesse associato a questo comune

eventi comune

Dal:2009-12-12
Al:2009-12-29

Litografie e Incisioni di Eva Fischer

Dal:2010-01-07
Al:2010-01-31

Rassegna "FRA(m)MENTI - Obiettivo Fotografia"

Dal:2010-01-30
Al:2010-01-31

"Mi sposo, lo sposo" spettacolo teatrale al teatro Palafolli

Dal:2010-08-01
Al:2010-08-08
Dal:2010-03-13
Al:2010-03-14
Dal:2010-03-07
Al:2010-03-07
Dal:2010-12-05
Al:2010-12-08

Vetrina delle principali produzioni agricole del Piceno.

Dal:2010-12-21
Al:2010-12-21

Brent Jones & T.P. Mobb Gospel Choir ad Ascoli Piceno

Dal:2010-12-08
Al:2011-01-06

XIV rassegna di presepi realizzati artigianalmente.

Dal:2010-12-31
Al:2011-01-01

Sarà un Capodanno in piazza del Popolo da non perdere – sulla scia del grande riscontro di pubblico dello scorso anno – quello che per il secondo anno consecutivo l’Amministrazione comunale di Ascoli Piceno ha affidato all’associazione “Ascoli da Vivere”. Una sinergia che prosegue con il pieno sostegno del sindaco Guido Castelli e degli assessori comunali Massimiliano Brugni e Cesare Celani che stanno seguendo da vicino la fase di preparazione dell’evento.
 

Dal:2011-01-15
Al:2011-01-16

Nello splendido centro storico medioevale di Ascoli Piceno appuntamento con antiquariato, collezionismo, artigianato e prodotti tipicità alimentari.

Dal:2012-04-14
Al:2012-04-21

 

 

Create your own banner at mybannermaker.com!

 

le ultime strutture inserite

Hotel Mirò
L’HOTEL MIRO' si trova nel punto più panoramico di Apiro e gode di una splendida veduta verso il ...
Albergo Centrale San Ginesio
Grazie all’integrale ristrutturazione realizzata di recente, l’Albergo Centrale rappresenta, ogg...
Hotel Solarium
Avvantaggiato da una posizione particolarmente comoda, Hotel Solarium è ubicato in prima fila mare ...
Agriturismo e Country House I MORI
Agriturismo autentico e suggestivo che offre soggiorno, prima colazione e cena, riservata solo agli ...
b&b Piazza del Popolo
“Il B&B Piazza del Popolo, nel centro storico di Ascoli Piceno a pochi passi dall'omonima piazza e...
Casa Angelica
B&B Casa Angelica è situata 2 km dall'uscita del casello autostradale A14 Ancona sud. A solo 10 mi...
Aussiehome
Ascoli Piceno è la città delle 100 torri, piena di storia, arte e cultura. Come si può resistere...
Agruturismo Residence Sinfonie del Bosco
L'Agriturismo Residence Sinfonie del Bosco, origina dalla ristrutturazione di una casa colonica di f...
ANTICA DIMORA Country House
ANTICA DIMORA Country House - Soggiornare ad Antica Dimora significa immergersi nel verde e nel si...
Azienda agricola Michele
Azienda Agricola Biologica Loc. Collina snc 63048 Montemonaco ( AP ) Prodotti:Pane del Contadino lie...

Le Strutture più viste

Appartamento Paradiso Azzurro - Porto Recanati
Appartamento Trilocale al Paradiso Azzurro di Porto Recanati, direttamente sul Mare, Centrale, Supe...
Agruturismo Residence Sinfonie del Bosco
L'Agriturismo Residence Sinfonie del Bosco, origina dalla ristrutturazione di una casa colonica di f...
BELLUCCINessuna
...
Hotel Mirò
L’HOTEL MIRO' si trova nel punto più panoramico di Apiro e gode di una splendida veduta verso il ...
b&b Piazza del Popolo
“Il B&B Piazza del Popolo, nel centro storico di Ascoli Piceno a pochi passi dall'omonima piazza e...

logofooter

MarcheInTour | Via Canova, 5 63030 Monsampolo del Tr. (AP)  Tel 0735 705916 Fax 0735 760115 | info@marcheintour.com

HTML 4.01 Valid CSS
Pagina caricata in : 0.087 secondi
Powered by Simplit CMS