Scheda comune

Jesi

Il centro di Jesi, arroccato e protetto dalle mura medievali, è ricco di pregevoli edifici antichi.

 

COSA VISITARE A JESI:

-Mura. La cinta fortificata, tra le meglio conservate dell'intera regione, racchiude il nucleo medievale della città, di compatta forma trapezoidale, per un perimetro di circa 1,5 km. Vennero erette nel XIV secolo sul tracciato delle più antiche mura romane, rappresentando il simbolo della libertà Comunale. Nel XV secolo vennero quasi totalmente ricostruite (fa eccezione la parte detta del "Montirozzo") ad opera dei famosi architetti militari Baccio Pontelli e Francesco di Giorgio Martini.

Sono costituite da alti muraglioni cortinati con beccatelli, rinforzati da torrioni e aperte da sette porte (oggi ne restano aperte solo quattro). La conformazione delle mura varia in rapporto alla morfologia del terreno che presenta livelli di quota differenziati, dalla pianura (66 m slm.) alla collina (96 m slm.).

 

-Palazzo della Signoria. Uno dei più imponenti palazzi pubblici delle Marche, fu costruito tra il 1486 e il 1498 dal celebre architetto senese Francesco di Giorgio Martini. La facciata, al cui centro è un altorilievo che raffigura lo stemma della città (un leone rampante coronato), il portale della "Salara" e gli altri rilievi furono disegnati dal Martini ed eseguiti da Michele di Giovanni da Milano e dal figlio Alvise. All'interno ospita la "Biblioteca comunale Planettiana", fondata nel 1859, grazie alla donazione fatta dal marchese Angelo Ghislieri della propria scelta libreria, prende il nome dal prezioso fondo librario ed archivistico donato dalla famiglia Pianetti al Comune nei primi del Novecento. Oggi con i suoi circa 110.000 volumi è una delle più importanti della Regione, vi si conservano pregevoli incunaboli e manoscritti, fra cui anche la lettera dell'imperatore Federico II agli jesini.
 

-Palazzo Balleani. È un esempio di barocco locale, venne realizzato a partire dal 1720 su disegno dell'architetto romano Francesco Ferruzzi. Sull'elegante facciata, dagli spigoli arrotondati, è una caratteristica balconata rococò con ringhiera in ferro battuto sorretta da quattro possenti telamoni, realizzata nel 1723 dal ravennate Giovanni Toschini. L'interno colpisce per la ricchezza delle sale con i soffitti dai leggerissimi e raffinati stucchi dorati, eseguiti da diversi artisti, tra cui i decoratori Giuseppe Confidati, Antonio Conti, Marco d'Ancona, Orazio Mattioli e il pittore Giovanni Lanci.
 

-Piazza Federico II. È la storica piazza più importante della città. Tutta racchiusa da edifici nobiliari e dal Duomo. Sorge sul luogo del Foro romano, all'incrocio fra il Cardo e il Decumano massimi. Sono state ritrovate anche le fondamenta degli edifici che la cingevano, come quelle del Teatro, delle Terme e della Cisterna. Dopo le devastazioni barbariche vi sorse la prima cattedrale cristiana di Jesi, forse sulle fondamenta di un precedente tempio pagano. Il giorno di S. Stefano del 1194, sotto un grande padiglione appositamente eretto, nacque l'imperatore Federico II. Per ricordare san Floriano, in età comunale, tutte le genti e i cittadini dei Comuni sottomessi si riunivano ogni anno (il 4 maggio) in questa piazza per rendere omaggio alla città con i propri gonfaloni (detti Palli) e festeggiare il patrono. La festa si chiamò Palio di San Floriano. La conformazione odierna è quella assunta dal luogo durante il XVIII secolo. Chiude la piazza una caratteristica balaustra, realizzata nel 1758 dal bolognese Gaetano Stegani, architetto della Legazione di Urbino. La fontana–obelisco è opera di Raffaele Grilli e di Luigi Amici (artefice delle leonesse).
 

-Teatro Pergolesi. Già della Concordia, venne costruito nel 1790, in un'area occupata da piccole botteghe in Piazza della Repubblica, allora "della Morte", ceduta dal Comune alla Società della Concordia nel 1790. Fu inaugurato nel 1798, in piena occupazione francese, con due opere del Cimarosa, La Capricciosa corretta e Il Principe Spazzacamino, che vennero cantate dal soprano pesarese Anna Guidarini, madre di Gioacchino Rossini, in un teatro disertato dalla nobiltà jesina per paura di rappresaglie da parte dei giacobini. Nel 1883 il teatro cambiò nome, perdendo quello originale della Concordia e assumendo quello del musicista jesino Giovanni Battista Pergolesi; venne poi ceduto definitivamente dalla Società al Comune nel 1933.
Palazzo Pianetti "in Terravecchia" fu costruito alla metà del Settecento ed è un capolavoro del rococò italiano. La lunghissima facciata è aperta da cento finestre, mentre sul lato posteriore vi è un bellissimo giardino all'italiana. All'interno è ospitata la pinacoteca, di grande rilievo sono alcune pitture di Lorenzo Lotto: Visitazione (1530), Annunciazione, Madonna col Bambino e santi, San Francesco che riceve le stimmate (1526), San Gabriele, Annunciata (1526) e il suo capolavoro, il Giudizio di Santa Lucia (1531). Vi sono custodite, inoltre, epigrafi funerarie, terrecotte robbiane, vasi da farmacia e ceramiche.


-Arco Clementino. È un arco trionfale eretto nel 1734, su progetto dell'architetto Domenico Valeri, in onore di papa Clemente XII degli Orsini. Fu un gesto di omaggio verso il pontefice che si era reso benemerito per l'abolizione del dazio sul grano e la sistemazione della strada che collega Nocera Umbra con l'Adriatico e che venne chiamata, da allora, "Clementina" (l'attuale Statale 76). L’arco costituisce il punto focale del lungo asse prospettico e fortemente scenografico del Corso settecentesco oggi intitolato a Giacomo Matteotti.

 

Informazioni tratte da: wikipedia

STRUTTURE RICETTIVE CONSIGLIATE

FEDERICI IINessuna
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DEI NANINessuna
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ITALIANessuna
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MARIANINessuna
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L'AiaNessuna
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prodotti di questo comune

LA STORIA DEL VERDICCHIO

È il vino per eccellenza della Regione Marche. Quando si parla di Marche nel contesto viti-vinicolo si associa subito il vino Verdicchio dei Castelli di Jesi. Vino conosciuto in tutto il mondo nell'originale quanto esclusiva bottiglia a forma di anfora, disegnata dall'architetto Maiocchi negli anni '50, per valorizzare oltre al vino anche bellezza e sinuosità della Regione Marche. La storia del Verdicchio dei castelli di Jesi è tuttavia caratterizzata da alti e bassi. A momenti di vigore negli anni '60, grazie all'enorme quantità esportata, hanno fatto seguito periodi di appannamento nel decennio successivo, dovuti soprattutto alla mancanza di qualità per la grande richiesta sul mercato. Ha preso poi nuovo vigore a partire dalla metà degli anni '80, grazie all'intuizione di alcune aziende che, studiando ed esaminando cloni di Verdicchio, sono riuscite ad estrarre un vino dall'enorme personalità e longevità, dando al Verdicchio dei Castelli di Jesi un'immagine duratura e consolidata nell'ambiente viti-vinicolo mondiale. Nel 2009 arriva la DOCG per il Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva DOCG e per il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva.


 

Prezzo €:da 10

Punti di interesse consigliati

Nessun punto di interesse associato a questo comune

eventi comune

Dal:2010-12-07
Al:2011-05-21

Inizia la 13^ stagione di Teatro Giovani.

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